Chiamiamo Stabilità Interiore una situazione di bilanciamento tra parte emotiva e parte razionale.

Questa situazione parte da una esigenza vitale che noi abbiamo in un contrasto assolutamente fisiologico tra la nostra parte razionale che teme le emozioni, ne ha paura mentre è ovvio che nella nostra esistenza abbiamo una esigenza vitale di attraversare emozioni.

Se queste emozioni giungono a livelli eccessivi la nostra esistenza ne viene sconvolta e questo è il timore di base della nostra parte razionale: noi siamo animali sociali e per gestire la convivenza con i nostri simili abbiamo assolutamente bisogno di un codice etico che prescrive quali siano i comportamenti adatti per gestire il nostro vivere; questo è perfettamente razionale ed è in accordo con tutte le norme che ci siamo dati in ogni tipo di società.

La nostra componente fisica ha d'altro canto un insieme di regole governate in buona parte del nostro istinto, e anche l'istinto è fondamentale per la sopravvivenza: in un certo senso le emozioni sembrano seguire il nostro istinto di base.

In fondo senza l'amore, che è la massima espressione delle nostre emozioni di esseri umani, non avremmo neanche la combinazione di ormoni che sul campo fisico permettono la continuazione della specie.

Abbiamo in pratica una parte razionale che tenuto conto di tante esigenze  sociali e individuali vorrebbe tenerci al riparo della della parte emotiva, arrivando all'estremo di una vita assolutamente piatta in quanto priva di emozioni; ma all'estremo opposto una vita tutta basata sulle emozioni sarebbe anticamera della pazzia.

A metà strada tra queste due esigenze emotiva e razionale c'è la vita di tutti i giorni  che fornisce il carburante a tutte e due queste nostre parti.

Le circostanze della vita ci portano a situazioni sbilanciate in un senso o nell'altro e quando questo succede ci troviamo sotto scacco del  prevalere di una istanza o dell'altra.

Ciascuna emozione ha  naturalmente alti e bassi, che sono né più ne meno manifestazioni di esistenza normale. Però gli eccessi delle diverse emozioni sono sempre stati interpretati come causa di disturbi del comportamento e alla lunga di molte malattie.

Per questo c'è oggi a nostra disposizione una grande quantità di corsi per imparare a gestire la nostra emotività; trovo abbastanza singolare che non ce ne siano per nulla per gestire la razionalità. Ma la stessa razionalità se fuori controllo diventa un fattore ipnotico che distorce La nostra visione della vita.

Riconosciamo di avere una intelligenza emotiva ed abbiamo anche la responsabilità verso noi stessi di gestire le sue espressioni; alla base della intelligenza c'è naturalmente la memoria, con l'avvertenza che la memoria razionale e quella emotiva hanno tempi diversi.

Ad esempio la parte razionale sostiene che “acqua passata non macina più” mentre invece quella emotiva ci ricorda che il primo amore non si scorda mai.

Un percorso molto interessante per ritrovare equilibrio è quello di rivivere alcuni episodi ed emozioni del passato: e perché mai voler ricordare quello che avevamo cercato di dimenticare? La risposta è che non avevamo veramente dimenticato ma soltanto nascosto (rimosso), come si fa con la polvere sotto il tappeto; quei ricordi rimasti a vagare nell'inconscio possono però covare (facendo danni) o affiorare esplodendo improvvisamente come  un vulcano. L'obiettivo quindi è di armonizzare le esperienze vissute e attraverso questo processo mettere ordine nelle nostre esperienze future. Il migliore strumento per queste esigenze è oggi il complesso delle Discipline Analogiche Benemegliane, di cui al sito

www.UPDA.it 

Mediante l'applicazione di queste Discipline si approda ad una figura professionale molto attuale ed interessante, reperibile a questo link:

https://www.upda.it/elenco-professionale-degli-analogisti/


L’Analogista è un professionista d’aiuto in grado di interpretare i linguaggi emotivi e le dinamiche sistemiche dell’uomo per aiutarlo a perseguire il benessere emotivo avvalendosi delle scoperte di Stefano Benemeglio: le Discipline Analogiche.

L’Ipnosi Dinamica Benemegliana, la Comunicazione Analogica Non Verbale, la Filosofia Analogica e la Fisioanalogia racchiudono il percorso di ricerca e professionale di Stefano Benemeglio nei suoi oltre 50 anni di attività.

La Formazione Integrale in Discipline Analogiche (percorso FIDA) trasferisce strumenti e tecniche per favorire una gestione equilibrata del rapporto tra pensiero razionale ed emotività, in modo da garantire uno stato di equilibrio a livello emozionale.

Queste conoscenze consentono all’Analogista di condurre la persona a conoscersi come mai prima d’ora, aggirando i condizionamenti e le barriere logiche e risolvendo disagi, situazioni ripetitive, difficoltà relazionali e comunicative.

A partire dalla decodifica del linguaggio non verbale, l’Analogista diventa interprete delle reazioni inconsce espresse dall’individuo. L’inconscio (istanza emotiva), infatti, si esprime attraverso un linguaggio specifico e comunica continuamente esigenze profonde, turbamenti e blocchi emozionali.




Campi di azione

La profonda conoscenza delle Discipline Analogiche rappresenta un prezioso strumento di orientamento utile sia alle singole persone sia in contesti professionali, aziendali e per i gruppi in generale. L’Analogista trasferisce inedite competenze per la lettura delle dinamiche emotive e per una comunicazione realmente efficace.